sabato 12 marzo 2011

intervento fatto da un amico che mi ha chiesto di rimanere omonimo

presento una lettera, una serie di riflessioni fatte da una persona che mi ha chiesto di restare anonimo.


che crisi è la crisi di oggi? Qual'è lo nostra visione del mondo circostante e viviamo quotidianamente?
Ogni epoca ha la sua impronta, il suo dna, i suoi molteplici problemi e drammi da risolvere.
Il tempo scorre da sempre e non si arresta, continua il suo cammino senza mai attendere nessuno.
E noi uomini cosa facciamo di questi giorni? come li viviamo? che prospettiva diamo al nostro futuro? cos'è che in fondo e nel segreto del nostro cuore ci turba e ci inquieta!!
Il non sapere può essere per alcuni motivo di dubbi ed incertezze, per altri invece, un semplice vuoto da poter riempire con tutto ciò che gli passi per la testa.
Io credo e questo è solo un misero pensiero personale che molta gente non si pone le domande: chi sono e cosa facciamo sulla terra?
Questa discutissima domanda che molti sentono ma che forse pochi vivono, potrebbe comunque essere lasciata un attimo da parte per poter riflettere su una altra domanda forse un pò meno sentita e credo anche dimenticata: che cosa " HO" veramente MIO o meglio uno può afferrare come personale propietà? Sarò breve e conciso con un altro personale pensiero; non approvo infatti ricchi contenuti eticie filosofie per poter impressionare qualcuno che legga.
Io credo che senza dubbio nulla appartiene a noi uomini ne la terra, ne quanto contiene, nè il mare e i suoi abitanti, ne il nostro corpo e nient altro che i nostri sensi possono farci conoscere.
Io credo in Dio e nell' esistenza dell' anima umana e credo che neppure l'anima, ossia ciò che assieme al nostro corpo credo noi siamo appartenga unicamente a noi. Io credo che tutto ciò che noi diamo per scontato come nostro non è altro che un ricco ed incomprensibile dono concesso dal Creatore il quale amandolo come noi stessi ha voluto condividere con noi il suo immenso amore.
Ecco che allora la deduzione a questa possa far nascere un impressionante divisione di vedute: da una parte c'è chi si sforza di credere e decide da sè che volere dare ad attuare con concretezza nella propria vita, dal altra si fa finta di nulla e svaluta tutta come cosa irrilivante a voi la scelta?
Io credo e qui mi fermo approvando una bella frase di un santo del passato dicendo che non serve a nulla cominciare un qualsiasi percorso di bene o cercare di condurre una vita di giustizia se non si persevera fino alla fine!!.

finisce qui la lettera del mio amico: lo ringrazio del suo intervento e spero di vedere altri sue riflessioni.
e ci vediamo per un altro interventoXD

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